La Giornalista e Storica dell'Arte Dott.ssa Myriam Zerbi commenta l'opera di Luciano Tigani:
L'esperienza visiva è sempre quella di un paesaggio vissuto: ogni pietra è pietra toccata, ogni tronco misurato e carezzato con sguardo e mani,
ogni fiore goduto nel suo potere di inebriare occhi e naso, ogni asperità di scoglio, spuma d'onda o moto di nuvole è percezione antica che rivive,
uguale e sempre nuova, di generazione in generazione.
In Luciano Tigani la contemplazione dei luoghi cari e la necessità di dipingere coincidono con la stessa appassionata forza.
La natura per il pittore di Polistena, non è mai spettacolo, ma ambiente di vita; dai suoi quadri emerge una Calabria vista dal di dentro,
in visioni emozionali che fanno coincidere luogo osservato e stato d'animo che lo percepisce.
Dove tutto è in movimento, trascorre, e in un attimo è già passato, l'ultimo orizzonte è quello interiore. Qui combaciano e si uniscono,
in un equilibrio che supera gli stati effimeri della natura, l'istantaneità di un motivo che ha rapito gli occhi con la memoria che dà nuovo corpo
e forma all'impressione sentita. Per dare origine ad un'apparizione dietro l'altra dove si diffondono a chiazze zone chiare e zone scure giustapposte.
Il pittore, nel paesaggio, che non smette di incantare i suoi sensi, ha davanti a sé l'istante da catturare in una realtà in fuga,
dove i cieli trascolorano e le apparenze mutano di continuo, e anche le sensazioni si avvicendano transitorie e rischiano di svanire velocemente;
dipingere è necessità di fissare, nello spazio immaginario del quadro, ciò che sfugge. Da pittore, Tigani sa essere nel paesaggio e poi,
distante dal motivo fatto ormai proprio dall'immaginazione, raccontare con i colori ciò che sente a vista d'occhio, sfiorando, afferrando,
conquistando volta dopo volta, tela dopo tela, esito dopo esito, sprazzi di ciò che resta l'imprendibile essenza della natura.
Paesi e luoghi di Calabria, Polistena, Anoia, San Giorgio, la marina a Palmi, i vigneti ricchi di succhi come di umori di terra e d'uomini,
ulivi annosi alla cui ombra i ricordi familiari si fanno storia, la vastità assolata della campagna, il chiocciolare di un pollaio,
il calore odoroso di case-santuari dove si continua a nascere (testimoni ne sono non umane presenze, ma piante seminate nei vasi sui davanzali),
taciti muri scrostati che espongono al sole mattoni antichi, il gusto aspro e irresistibile di un agrume, la quiete di un pergolato,
l'esplosione di una parete di ortensie, l'arrampicarsi di una bouganville o la cascata di un glicine, tutto ciò che appare è luce
che bisogna trasformare in tinta, e pigmento e frammentare nelle pennellate, per dar forma concreta alla percezione.
Tigani lo fa a colore pieno, che esce impetuoso dalla tavolozza accesa, commossa e tenera, e si espande a macchie, componendosi nel piccolo
formato delle tele in cui il pittore dà vita a rappresentazioni emozionate, i suoi paesaggi di luce e d'ombra.
Comincio con il viola e il nero, poi schiarisco e stendo i colori: sotto la pelle delle tinte che man mano emergono e si stratificano
dando plasticità alle composizioni, sotto giochi di velature e trasparenze, palpita diffusa una malinconia, radicata da tempi di cui
si è persa la memoria nel paesaggio calabrese, che si riflette nel paesaggio interiore del pittore.
Tigani ama la propria terra di un amore incondizionato e partecipe, alla continua ricerca dell'espressione giusta per catturarne il mistero e
farlo rivivere nello spazio dei suoi quadri. Un lirismo istintivo, figlio di una natura primitiva e di un'umanità forte di passioni che sa cantare
il fulgore procace di una fioritura che porterà frutti come l'oscuro manto del destino, dando voce al dolore che si fa dolce, affiora nei suoi dipinti
e filtra tra il verde e l'azzurro, fervido sempre e colmo di stupore creativo nell'inventare il colore della luce.
Mimmo Calopresti e Antonio Monda premiati con un Dipinto di Luciano Tigani:
Nell'ambito della manifestazione "Estate Polistenese", il regista Mimmo Calopresti ed il critico cinematografico Antonio Monda sono
stati premiati con un opera pittorica originale di Luciano Tigani.
Oltre alla premiazione, Luciano Tigani continua a partecipare a numerose mostre nazionali ed internazionali,
tra le quali ricordiamo quella del 2005 alla Phoenix Gallery di New York e quella del 2007 al Palazzo Armon della città di San Remo.
Attualmente alcune delle sue opere sono visibili in una mostra permanente a Nizza all'Hotel Le hameau di San Paul De Vance.
L'articolo sulla premiazione è stato pubblicato dalla redazione del portale Pikasus.com ed è ivi disponibile.
La Critica e Storica dell'Arte Dott.ssa Giorgia Cassini commenta l'opera di Luciano Tigani:
Luciano Tigani esprime un concetto innovativo nel panorama artistico contemporaneo senza perdere di vista la storia del figurativo e la sua tradizione.
La sua pittura è un canto spiegato di colore, di luce calda e solare che accarezza e intride le forme, dove l'accuratezza e la precisione descrittiva
si compiace nell'esplorazione della varietà prospettico-luminosa, ma senza disperdersi né trascurare l'effetto complessivo della raffigurazione.
Sono opere di grande misura e notevole compostezza con caratterizzazioni riconoscibili nella determinazione del luogo geograficamente definito,
dove la componente realistica è ravvivata da efficaci tocchi luministici.
Opere dove è evidente ed indiscutibile il fascino di una vocazione autentica, la capacità di esprimere col colore un'emozione pura.
Dott.ssa Giorgia Cassini
Il Dott. Vito Cracas commenta l'opera di Luciano Tigani:
Luciano Tigani osserva il paesaggio circostante, la natura del suo fulgore, la minuta realta' quotidiana,
con occhio attento e viva sensibilita' con l'entusiasmo di chi sa ancora inebriarsi delle bellezze che la vita propone,
sentendo crescere nell'animo infinite emozioni.
Da tale pienezza emozionale trae origini la sua arte pittorica, che s'immerge nelle luci e nei colori,
nelle seducenti sensazioni, nell'ineluttabile agitarsi dei sentimenti, traducendone fremiti,
vibrazioni ed evolutive percezioni in visioni smaglianti e suggestive.
Pittura serena, ariosa, densa di vitalita' cromatica, quella di Tigani si svolge con esemplare figurazione dando respiro alla solarita'
di ambienti per lo piu' mediterranei, interpretandone la specifica essenza, l'animus loci, il fascino ineffabile misterioso.
Le sue immagini rivivono in atmosfere cristalline, dominate da cieli tersi, attraversati qua e la di sbuffi di bianche nuvole.
Lo stile evidenzia solide strutture formali, evocando motivi di realismo, della lezione dei macchiaioli e dell'impressionismo,
in una personale rivisitazione di taglio moderno, conservandone tracce significative nell'efficacia delle intonazioni cromatiche,
nell'orchestrazione, di toni, luci ed ombre.
Le opere di Tigani sono come finestre aperte sul mondo, fresche composizioni che riconciliano con la bellezza e l'armonia,
valori sempre piu' apprezzati nelle concitate vicissitudini dell'esistenza d'oggi.
Il Maestro Silvio Loffredo, pittore e scultore di fama internazionale, si esprime con queste parole riguardo all'artista Luciano Tigani:
Considerando i dipinti del nostro artista avuti in visione recentemente, non si può fare a meno di accettare della sua realtà da lui percepita come verità a se stante:
in questi dipinti sentiamo un sereno ottimismo di fronte all'esistenza.
I suoi dipinti sono ad esempio viali alberati o altro, visioni riposanti minuziosamente descritte,
che i suoi occhi catturano in un clima riposante, rasserenante, ma evitando le piatte imitazioni; per lo più la ricerca del colore che solidifica
le strutture dei suoi quadri, e delle sue visioni, e la voluta descrizione delle sue osservazioni tendono a rendere visibile le sue cose viste.
Lo fa senza economia di particolari, mascherando il volgare per nobilitare il mondo e l'apparenza della creazione che si presenta sotto lo sguardo incantato dei suoi occhi meravigliati.
Silvio Loffredo
Il Critico e Storico dell'arte Andrea Diprè, riguardo all'Artista Luciano Tigani, si esprime con queste parole:
Con l'idea del moderno si è rinunciato ad essere esigenti e non si distinguono più i valori della qualità.
Ma a me è rimasta una reazione spontanea: nessuna ideologia, nessun pregiudizio mi vela lo sguardo, mi impedisce
di parlare.
Per questo voglio ora riferire di Luciano Tigani. Di persona, come nelle sue opere, questo sensibilissimo artista mostra
di non aver mai dubitato del carattere autentico della pittura. Egli non è affatto polemico contro il Modernismo e le post-avanguardie
perchè non si pone neppure il problema della loro esistenza, non ha dubbi sul fatto che ci sia un solo modo di fare pittura.
Per lui la pittura non ha tendenza, è un linguaggio che consente di esprimere affetti, emozioni, pensieri. Solitario di fronte
alla natura, Tigani di Polistena rispecchia nelle sue vedute paniche una condizione interiore. L'appartenente oggettività della visione,
immobile, l'esecuzione impeccabile, sono fattori che richiedono riflessione, che ci fanno, pur lentamente e coscientemente,
entrare nel suo cuore. I paesaggi sono stati d'animo.
Luciano Tigani sa che la sua funzione in questo mondo è di essere una creatura veggente e vibrante, uno strumento così tenero e così
sensitivo, che nessuna ombra, nessun colore, nessuna linea, nessuna espressione evanescente e fuggitiva degli oggetti visibili
che gli stanno attorno, nessuna emozione che essi sappiano comunicare allo spirito che gli è stato dato, possa essere dimenticata o sbiadita
nel libro della memoria.
Sa che il suo compito non è di pensare, di giudicare, di argomentare e di conoscere. Nessuna di queste cose è fatta per lui,
la sua vita non ha che due scopi: vedere e sentire. Non c'è dunque animazione nelle vedute di Tigani, la vita è nelle sue immagini
come un'essenza remota. Anche parlare di "vedute" è improprio. Nei suoi lavori manca infatti la sensazione di cosa descritta
sul momento perchè egli sente l'infinità della natura e cattura immagini di una composta desolazione che non sembrano più nemmeno
ricordare la presenza dell'uomo.
La sua è una dichiarazione di guerra contro il tempo: i suoi miracoli del visibile escono dall'ombra, sono forme che crescono dall'indistinto.
L'arte è memoria e la bellezza è incorruttibile, è un'apparizione, un lampo nel buio. Tutto sale nella sfera privilegiata dell'arte di Tigani
che purifica le scorie dell'apparenza in favore di una durevole e incorruttibile sostanza senza che ci sia il minimo compiacimento
concettuale perchè in lui è sempre lo spirito della composizione che prevale anche quando la pittura si ribalta tutta in superficie, attraverso uniformi campiture di colore,
libere di ogni aspirazione mimetica. Tanto può lo stupore dell'arte, a tanto può spingersi la pratica sublime della pittura di Tigani
che, per questa ambiziosa via di verità, intraprende un viaggio d'infinita seduzione proprio per le zone più occulte della
sensibilità, nella caccia pionieristica ed intrepida a misteri che, cercando, fatalmente si trovano.
L'artista sembra registrare quasi passivamente le sensazioni più immediate delle proprie folgorazioni luminose;
ma l'istinto è subito riportato all'ordine della forma, che è un riflesso dell'ordine della mente. All'arte egli da
soddisfazione: sa che c'è un punto di equilibrio tra epos e lirica, tra capacità di raccontare e emozione interiore.
Così, con estrema naturalezza ed impiegando tesori di elevatissimo talento, Luciano Tigani ha toccato quel punto,
riuscendo a sognare il reale dentro la materia della pittura
Andrea Diprè